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Recensioni

emanuela fabbri
emanuela fabbri
…Dalla lezione storica della modernità – dal poitillesme di Seurat al divisionismo italiano del primo 900, dal plein air degli impressionisti fino a ‘certo’ espressionismo materico contemporaneo – il lavoro della Fabbri condivide la predilezione per le atmosfere rare di presenze umane, per gli oggetti in posa, per l’ambientazione di interni, per il paesaggio solenne, insomma per il repertorio proprio della tradizione da cavalletto. Eppure, nel suo lavoro non c’è mai supino omaggio alla convenzione iconografica della pittura di genere, bensì un’originale e singolare ricerca d’autenticità, la continua verifica di una propria strada all’espressione. Nelle misuratissime composizioni della Fabbri constatiamo un’atmosfera d’attesa, di tensione, tradotta dal mosso vibrare delle superfici pittoriche; una singolare tattilità di testure tramate di segni, di spatolate, di velature cromatiche in una gamma tonale raffinata, ristretta all’uso quasi esclusivo dei blu, degli azzurri, delle terre, dei gialli,; una tavolozza dell’anima che esprime luce, solarità meridiane e mediterranee, un’aura dorata che ricorda le origini ravennati e adriatiche della pittrice, ma esibisce anche atmosfere serotine, più intime e malinconiche, quasi testimoniando una sorta di ripiegamento sull’io…– Domenico Montalto (giornalista – critico d’arte)
Emanuela Fabbri, una pittrice che non esitiamo a definire originalissima e geniale, non solo per le sue doti pittoriche intrinseche, ma anche per la purezza del sentimento d’arte che guida il suo lavoro e per la cosciente onestà artistica. La Fabbri congiunge ad una valida ispirazione una completa padronanza di mezzi espressivi, facendo della pittura il suo ideale, il suo ragionamento, il suo amore. Il suo profondere sulle tele, come un seminatore, colori che illuminano l’occhio dello spettatore fanno si che la maniera di questa perfetta artista parli un linguaggio chiaro, senza cortine di silenzio, aperto come un cielo sul mondo, e non si può certamente dire che alcun punto delle sue creazioni rinneghi la santità dell’origine delle cose, poiché tutto nell’arte della Fabbri vibra armoniosamente in un’armonia perfetta…– Renato Tomasina (critico d’arte)
Quando un pittore dimostra di avere, con scioltezza grafica e simbologie proprie, una propira tavolozza con impasti cromatici del tutto personali e riconoscibilissimi, mostra ed esprime con un linguaggio proprio il suo punto di vista del tutto personale, ma fortemente collegato nella suaa contestualità destinata e divenire testimone dei nostri tempi, elemento essenziale per dare continuità alla storia intrisa di colori che diventano sentimenti e generano eventi che spronano ad una continua trasformazione, si può dire che è un artista. Erano anni che non vedevo la pittura di Emanuela e l’ho trovata enormemente cresciuta, ho trovato equilibrio cromatico, una sintesi compositiva armoniosa, un disegno deciso e morbido…– Giuliano Ottaviani (pittore-scultore)
…i quadri si caratterizzano per il taglio masi scontato della composizione, la quale, pur presentandosi sovente complessa, appare meditata ed equilibrata, supportata da sicura perizia segnica e cromatica. Sembra, anzi, a essere il colore a definire lo stile di Emanuela Fabbri, quando le rapide pennellate e spatolate mozzano il segno, spezzano la linearità dei contorni e delle masse timbriche, interrompendo la continuità di spazio e tempo e conferendo alle tele un poetico aspetto sospeso, espressione delle sensazioni più intime dell’artista. Proprio l’estrema libertà e la velocità trita del gesto pittorico riescono ad esprimere la registrazione fulminea di un’emozione o di un’osservazione, che si manifesta nel viso assorto ed inquieto di una donna, nella bianca atmosfera riappresa di uno scorcio di casa immersa nella natura, nel tormentato aspetto di oggetti consueti, a cui l’autrice non nega tuttavia un segno di speranza affidato al caldo apparire di due girasoli…– Odette Gelosi (critico d’arte)
…Emanuela Fabbri rappresenta il tempo: è lui l’unico protagonista, sorpreso e ritratto nell’istante del suo divenire, e diventare infinito. Il tempo, che ora diventa una nave che emerge da un sogno, ora un borgo che appare da lontano; L’immobilità di una sedia dinanzi alla finestra, un vasi di fiori che rappresenta la vita in quell’immensa quiete. E. Fabbri racconta di ciò che è trascorso, di ciò che è stato, e lo gfa con una tecnica tutta sua. Olio su tela, ma sembra un affresco, anch’esso già trascorso, vissuto, che si presenta ai nostri occhi con colori non più vivaci, ma sopiti, profondi, sognanti…– Candida Cutrufo (Storico dell’arte)
Straordinaria artista Emanuela, appassionata e sincera che nonostante le mode e la tendenza del momento all’astratto, con coraggio non ha mai abbandonato la strada del figurativo. Ammiro e stimo quest’abile poeta d’arte che crea opere di grande intensità e bellezza con maestria, tecnica e molta competenza.  – Warner (pittore)
Questa giovane artista, dallo sguardo intenso, sa cogliere come pochi, l’essenza degli oggetti e delle persone…– F. Verlicchi (pittore)